Incentivo occupazione sviluppo Sud per il 2019

L’Incentivo Occupazione Sviluppo Sud è riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono, nel periodo compreso tra il 1° maggio 2019 al 31 dicembre 2019, lavoratori di età compresa tra i 16 anni e 34 anni di età; lavoratori con 35 anni di età e oltre, privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

L’incentivo deve essere fruito, a pena di decadenza, entro il termine del 28 febbraio 2021.
Ai datori di lavoro privati che assumano, nel periodo compreso tra il 1.5.2019 al 31.12.2019, i lavoratori menzionati, spetta un incentivo pari alla contribuzione previdenziale a carico degli stessi datori, con esclusione di premi e contributi dovuti all’INAIL, per un periodo di dodici mesi a partire dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.060 euro su base annua, per lavoratore assunto, riparametrato e applicato su base mensile. In caso di lavoro a tempo parziale il massimale è proporzionalmente ridotto.
L’agevolazione spetta solo laddove la sede di lavoro, per la quale viene effettuata l’assunzione, sia ubicata nelle Regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) o nelle Regioni “in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna), indipendentemente dalla residenza del lavoratore.
In caso di spostamento della sede di lavoro al di fuori dalle Regioni, l’incentivo non spetta a partire dal mese di paga successivo a quello di trasferimento.
Il beneficio è riconosciuto per le seguenti tipologie contrattuali: contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione; contratto di apprendistato professionalizzante; in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a tempo determinato (in tal caso, non è richiesto il requisito di disoccupazione). Rientra nell’ambito di applicazione dell’agevolazione altresì il socio lavoratore di cooperativa, se assunto con contratto di lavoro subordinato. È invece esclusa in caso di assunzioni con contratto di lavoro domestico, occasionale o intermittente.

Al fine di fruire del beneficio, i datori di lavoro interessati devono inoltrare un’istanza preliminare di ammissione all’INPS esclusivamente attraverso l’apposito modulo telematico, indicando i dati relativi all’assunzione effettuata o che intendono effettuare, con le modalità definite dall’INPS ed illustrate in apposita circolare che sarà emanata dall’Istituto a seguito della pubblicazione del presente decreto.
L’INPS effettua le seguenti operazioni:
– determina l’importo dell’incentivo spettante in relazione alla durata e alla retribuzione del contratto sottoscritto;
– verifica, mediante apposito modulo telematico, i requisiti di ammissione all’incentivo;
– accerta la disponibilità residua delle risorse;
– comunica, in caso di esito positivo delle precedenti verifiche, l’avvenuta prenotazione dell’importo dell’incentivo in favore del datore di lavoro.
A pena di decadenza, entro 10 giorni dalla ricezione della comunicazione di prenotazione da parte dell’INPS, il datore di lavoro deve, ove non abbia già provveduto, effettuare l’assunzione e confermare la prenotazione effettuata in suo favore. Dopo l’autorizzazione, l’erogazione del beneficio avviene mediante conguaglio sulle denunce contributive.

Le nuove tabelle retributive del CCNL Trasporto a fune

Elaborate le tabelle retributive relative al rinnovo del CCNL per gli addetti agli impianti di trasporto a fune

L’ipotesi di accordo, sottoscritta lo scorso aprile, ha previsto l’aumento della retribuzione minima base di euro 72,00 mensili lordi riferiti al IV livello da riparametrarsi sulla base della vigente scala parametrale, così ripartito e con le seguenti decorrenze:
– Aumento di euro 10,00 mensili lordi con decorrenza giugno 2019;
– Aumento di euro 29,00 mensili lordi con decorrenza gennaio 2021;
– Aumento di euro 33,00 mensili lordi con decorrenza dicembre 2021.
Questi, pertanto, sono i nuovi minimi calcolati dalla redazione.

Livello

Minimo dall’1/6/2019

Minimo dall’1/1/2021

Minimo dall’1/12/2021

1s 1.886,71 1.928,71 1.976,51
1 1.752,05 1.791,05 1.835,43
2 1.581,58 1.616,78 1.656,83
3 1.437,48 1.469,48 1.505,90
4 1.302,59 1.331,59 1.364,59
5 1.168,20 1.194,20 1.223,78
6 1.078,36 1.102,36 1.129,67
7 898,68 918,68 941,44

Lavoratori dello spettacolo: i chiarimenti Inps sul mancato possesso del certificato di agibilità

Le imprese dell’esercizio teatrale, cinematografico e circense, i teatri tenda, gli enti, le associazioni, le imprese del pubblico esercizio, gli alberghi, le emittenti radiotelevisive e gli impianti sportivi, che si avvalgono di prestazioni di lavoro autonomo o di collaborazione rese da lavoratori appartenenti alle categorie dal n. 1 al n. 14 del D.Lgs. C.P.S. n. 708/1947, sono sempre obbligate a richiedere il certificato di agibilità a prescindere dalla durata temporale della prestazione

Come noto, in merito all’istituto del certificato di agibilità, è ora previsto che le imprese dell’esercizio teatrale, cinematografico e circense, i teatri tenda, gli enti, le associazioni, le imprese del pubblico esercizio, gli alberghi, le emittenti radiotelevisive e gli impianti sportivi non possono far agire nei locali di proprietà o di cui abbiano un diritto personale di godimento i lavoratori autonomi dello spettacolo, ivi compresi quelli con rapporti di collaborazione, appartenenti alle categorie indicate dal n. 1 al n. 14 (dell’art. 3 del D.Lgs. C.P.S.), se non siano in possesso del predetto certificato.
La norma chiarisce, sul piano formale, che le imprese in questione, che si avvalgono di prestazioni di lavoro autonomo o di collaborazione rese da soggetti appartenenti alle categorie dal n. 1 al n. 14, sono sempre obbligate a richiedere il certificato di agibilità a prescindere dalla durata temporale della prestazione. In proposito, l’obbligo di richiedere il certificato grava sempre in capo al soggetto che effettivamente contrattualizza il rapporto di lavoro con gli artisti e tecnici, ovvero il datore di lavoro/committente; qualora, poi, il committente non coincida con l’impresa/ente presso cui i lavoratori agiscono, è comunque onere di tale ultimo soggetto richiedere copia del certificato e custodirlo. Difatti, per l’impresa che fa “agire” nei propri spazi i lavoratori autonomi appartenenti alle categorie dal n. 1 al n. 14, senza munirsi del certificato di agibilità è prevista la sanzione amministrativa di 129,00 euro per ogni giornata di lavoro prestata da ciascun lavoratore. In sostanza, la sanzione amministrativa è irrogata al soggetto giuridico che “ospita” il lavoratore dello spettacolo, sia nel caso in cui detto soggetto coincida con il committente che nel caso sia estraneo al rapporto di lavoro.