IVA sui servizi relativi all’accesso ad attività culturali e artistiche

Chiarimenti sul trattamento fiscale ai fini IVA delle prestazioni di servizi relativi all’accesso ad attività culturali e artistiche (Agenzia delle Entrate – Risposta 19 febbraio 2020, n. 62).

Nel caso di specie, la società istante chiede di conoscere quale sia il trattamento fiscale ai fini IVA delle quote di partecipazione ad una manifestazione che organizzerà in Italia per un premio artistico al quale parteciperanno diversi artisti da tutto il mondo, sia privati che soggetti passivi IVA, tenuto conto che al momento del pagamento delle stesse non si potrà conoscere l’effettiva partecipazione o meno del soggetto alla mostra espositiva, in quanto la stessa sarà valutata da una giuria. Chiede, inoltre, se si renda necessario suddividere la quota di partecipazione in due parti, considerato che al suo interno contiene un servizio di commercio elettronico (indiretto).
L’Agenzia delle Entrate chiarisce che la quota di partecipazione in misura fissa versata dagli artisti per accedere alla competizione è un servizio unico e, pertanto, non risulta necessario distinguere il servizio accessorio di iscrizione al portale.
Il corrispettivo unitario è, perciò, pagato dall’artista per partecipare al concorso per l’assegnazione del premio, essendo il servizio di iscrizione al portale di natura accessoria.
Ritiene, quindi, che la prestazione principale, ossia la partecipazione al concorso artistico, rientri tra le prestazioni di servizi relativi all’accesso ad attività culturali e artistiche (nel caso di specie, in primo luogo, diritto di partecipare alla manifestazione artistica mediante la selezione da parte della giuria artistica e, in secondo luogo, eventuale diritto alla partecipazione alla mostra espositiva), ai fini IVA territorialmente rilevanti in Italia se ivi effettuate, sia se rese a committenti soggetti passivi sia se rese a committenti non soggetti passivi.
Le prestazioni rese dall’Istante relative al portale assumono natura accessoria e come tali seguono il trattamento IVA dell’operazione principale.

Criteri e modalità di attribuzione e di utilizzo della “Carta elettronica”

Ai residenti nel territorio nazionale che hanno compiuto diciotto anni di età nell’anno 2019 è attribuito, se registrati sulla piattaforma informatica dedicata, un importo pari a 500 euro, per l’acquisto di: biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo, libri, titoli di accesso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali, musica registrata, corsi di musica, corsi di teatro, corsi di lingua straniera, prodotti dell’editoria audiovisiva. (MIBACT – Decreto 24 dicembre 2019, n. 177).

I soggetti beneficiari provvedono a registrarsi, usando le credenziali sulla piattaforma informatica dedicata, attiva all’indirizzo https://www.18app.italia.it/. La registrazione è consentita fino al 31 agosto 2020.
La Carta è utilizzabile, entro e non oltre il 28 febbraio 2021 ed è usata attraverso buoni di spesa. Ciascun buono di spesa è individuale e nominativo e può essere speso esclusivamente dal beneficiario registrato.
I buoni di spesa sono generati dal beneficiario, che inserisce i dati richiesti sulla piattaforma elettronica, e impiegati per gli acquisti. I buoni possono altresì essere stampati.
L’accettazione del buono di spesa da parte dei soggetti accreditati determina la riduzione, pari all’importo del buono di spesa medesimo, del credito disponibile in capo al beneficiario.
I buoni di spesa generati, ma non spesi, non determinano variazione dell’importo disponibile da parte del beneficiario.
Le imprese e gli esercizi commerciali, le sale cinematografiche, da concerto e teatrali, gli istituti e i luoghi della cultura e i parchi naturali, le altre strutture ove si svolgono eventi culturali o spettacoli dal vivo, presso i quali è possibile utilizzare la Carta sono inseriti, a cura del MIBACT, in un apposito elenco, consultabile sulla piattaforma informatica dedicata, attiva all’indirizzo https://www.18app.italia.it/.
L’elenco dei parchi nazionali, per i quali è previsto un biglietto di ingresso, è curato dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.
Per agevolare la registrazione di specifiche categorie di esercenti o di determinate istituzioni pubbliche, il MIBACT può stipulare apposite convenzioni, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, con regioni e altri enti territoriali e locali, nonché con associazioni di categoria.
Ai fini dell’inserimento nell’apposito elenco, i titolari o i legali rappresentanti delle strutture e degli esercizi interessati si registrano, entro e non oltre il 31 agosto 2020, sulla piattaforma informatica dedicata. La registrazione, che avviene tramite l’utilizzo delle credenziali fornite dall’Agenzia delle entrate, prevede l’indicazione della partita I.V.A., del codice ATECO dell’attività prevalentemente svolta, della denominazione e dei luoghi dove viene svolta l’attività, della tipologia di beni e servizi, la dichiarazione che i buoni di spesa saranno accettati esclusivamente per gli acquisti consentiti, nonché l’accettazione delle condizioni di uso e delle specifiche relative alla fatturazione.
L’avvenuta registrazione implica l’obbligo, da parte dei soggetti accreditati, di accettazione dei buoni di spesa secondo le modalità stabilite dal presente decreto, nonché l’obbligo della tenuta di un «registro vendite», da compilare in conformità a quanto previsto nelle condizioni di uso, redatte nel rispetto della normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali, accettate in sede di registrazione, con i dati riferiti ai beni e alle transazioni realizzate con la Carta.
A seguito dell’accettazione del buono di spesa al momento dell’acquisto, è riconosciuto un credito di pari importo al soggetto registrato e inserito nell’elenco, che ha ricevuto il buono di spesa medesimo. Il credito è registrato nell’apposita area disponibile sulla piattaforma dedicata.
In seguito ad emissione di fattura elettronica, redatta in conformità alle specifiche linee guida pubblicate consultabili sulla piattaforma dedicata, il soggetto ottiene l’accredito di un importo pari a quello del credito maturato. A tal fine, CONSAP, mediante acquisizione dei dati dall’apposita area disponibile sulla piattaforma informatica dedicata, nonché dalla piattaforma di fatturazione elettronica della pubblica amministrazione, provvede al riscontro delle fatture e alla liquidazione delle stesse.
Il MIBACT vigila sul corretto funzionamento della Carta e può provvedere, in caso di eventuali usi difformi o di violazioni delle norme del presente decreto, alla disattivazione della Carta di uno dei beneficiari o alla cancellazione dall’elenco di una struttura, di un’impresa o di un esercizio commerciale ammessi, nonché al diniego di accredito o al recupero delle somme non rendicontate correttamente o eventualmente utilizzate per spese inammissibili, fatte salve le ulteriori sanzioni previste dalla normativa vigente. Nei casi di cui al primo periodo, il MIBACT può disporre in via cautelare, con provvedimento motivato, la sospensione dell’erogazione degli accrediti ovvero, in presenza di condotte più gravi o reiterate, la sospensione dall’elenco.
La registrazione da parte di esercenti strutture, imprese e esercizi commerciali già effettuata sulla piattaforma https://www.18app.italia.it/ resta valida ai fini del presente decreto. La continuazione dell’attività di tali soggetti sulla citata piattaforma equivale ad accettazione delle condizioni e degli obblighi di cui al presente decreto.

L’emendabilità delle dichiarazioni fiscali errate

La dichiarazione dei redditi non ha natura di atto negoziale e dispositivo, ma reca una mera esternazione di scienza e di giudizio, modificabile in ragione dell’acquisizione di nuovi elementi di conoscenza e di valutazione sui dati riferiti, e costituisce un momento dell’iter procedimentale volto all’accertamento dell’obbligazione tributaria (Corte di Cassazione – Sez. VI civ. – Ordinanza 14 febbraio 2020, n. 3758).

Nel caso di specie, la Suprema Corte accoglie il ricorso proposto dall’Agenzia delle entrate nei confronti di una sentenza della CTR della Sicilia, di accoglimento dell’appello proposto dalla contribuente avverso una decisione della CTP di Agrigento, che aveva rigettato il ricorso di quest’ultima avverso un avviso di accertamento per maggior IRPEF.
Nello specifico, l’atto impositivo emesso dall’ufficio aveva ad oggetto il recupero a tassazione delle imposte, sanzioni ed interessi, connesse alla omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, alla quale la contribuente era obbligata, per avere la stessa percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati da due diversi sostituti, omettendo, a fronte di ciò, di inserire detti introiti nella dichiarazione dei redditi; tale obbligo era da ritenere sussistente anche in ipotesi di restituzione delle somme percepite, in quanto i redditi di lavoro dipendente ed assimilati concorrevano alla formazione del reddito imponibile secondo il criterio di cassa e cioè in quanto percepiti; nella specie, dagli atti di causa, era incontestato che le somme erano state indebitamente percepite dalla contribuente; le stesse non risultavano essere state dalla medesima restituite e le medesime non erano state inserite nella dichiarazione dei redditi presentata per l’anno d’imposta in esame.
La Corte di Cassazione ribadisce che ogni soggetto passivo è tenuto a dichiarare annualmente tutti indistintamente i redditi posseduti, anche se da essi non consegue alcun debito d’imposta.
Pertanto, nella dichiarazione dei redditi conseguiti la contribuente avrebbe dovuto indicare gli emolumenti a lei erroneamente versati da altra amministrazione dello Stato, in aggiunta a quelli legittimamente percepiti per altro rapporto d’impiego pubblico, emolumenti che le erano stati chiesti in restituzione e che, qualora effettivamente da lei restituiti, avrebbero dovuto comunque essere indicati al rigo 28 del quadro RP quali oneri deducibili.