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PORTUALI: Dichiarazione congiunta e Avviso comune 7/5/2021

 

 

13 MAG 201 Firmati il giorno 7/5/2021, tra ASSOPORTI, ASSITERMINAL, ASSOLOGISTICA, FISE-UNIPORT e FIT-CISL, FILT-CGIL, UILTRASPORTI, due accordi aventi ad oggetto una Dichiarazione congiunta e un Avviso comune

Dichiarazione congiunta
Le parti stipulanti il CCNL lavoratori dei Porti ritengono opportuno costituire una Commissione paritetica che, previo confronto tecnico, avvalendosi anche del supporto dell’EBN, esamini ed approfondisca alcune tematiche riguardanti:
– lo Stato di applicazione del CCNL Lavoratori dei porti nel settore portuale;
– il grado di attivazione della contrattazione di 2° livello di cui all’art. 52 del CCNL Lavoratori dei porti;
– la situazione economico-sociale del settore disciplinato, anche con riferimento agli effetti diretti ed indiretti determinati dalla pandemia Covid-19;
– l’andamento occupazionale nell’ultimo biennio e previsioni a due anni.
La Commissione tecnica verrà costituita a gennaio 2022 e concluderà i lavori entro 8 mesi e sulla base delle analisi sviluppate, le parti avranno elementi di valutazione per il confronto relativo al futuro rinnovo del CCNL e potranno sostanziare proposte orientate allo sviluppo del settore, alla difesa dell’occupazione, nonché evidenzieranno presso le competenti sedi istituzionali, le tematiche e le richieste più significative per una moderna politica industriale del comparto portuale.

Avviso comune
Contestualmente, alla sottoscrizione della Dichiarazione comune, le parti hanno firmato un Avviso comune inviato al Governo nonché al Parlamento, nel quale si evidenziano gli effetti negativi che la pandemia COVID-19 ha prodotto e sta palesando nel settore della portualità: questo è un elemento di chiarezza che deve guidare nelle scelte e nelle misure da adottare, anche da parte Governativa, sia nel momento attuale che in quello prospettico.

Le Associazioni e le Segreterie Sindacali firmatarie, con questa iniziativa, intendono riaffermare altresì l’importanza strategica della portualità nel contesto economico italiano, come dimostrato in questo periodo di grande difficoltà dove i sistemi logistico portuali hanno garantito la sopravvivenza del Paese.

Estensione agevolazioni nella ZFU Sisma Centro Italia

Estese le agevolazioni anche alle nuove iniziative economiche avviate nella zona franca urbana sisma centro Italia in data successiva al 18 luglio 2019 (Ministero dello Sviluppo Economico – Circolare 12 maggio 2021, n. 162876).

I soggetti già beneficiari delle esenzioni fiscali e contributive previste per la zona franca urbana istituita nei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016 dall’articolo 46 del decreto-legge 50/2017, ai sensi di quanto disposto dall’articolo 57, comma 6, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 , convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, possono fruire dell’agevolazione concessa e non ancora fruita anche per i periodi d’imposta 2021 e 2022.
Con la circolare direttoriale n. 100050 del 29 marzo 2021 sono stati stabiliti modalità e termini di presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni in favore delle imprese e dei titolari di reddito di lavoro autonomo localizzati nella zona franca urbana istituita, alla luce delle novità introdotte decreto Agosto.
Con circolare direttoriale n. 162876 del 12 maggio 2021, sono state apportate modificazioni e integrazioni alla circolare di cui sopra, finalizzate ad estendere le agevolazioni anche alle nuove iniziative economiche avviate nella zona franca urbana in data successiva al 18 luglio 2019.

Regime Pex escluso per la holding trasferita all’estero

In caso di delocalizzazione all’estero di un compendio aziendale, anche se costituito prevalentemente da partecipazioni, non si applica il regime Pex (Participation exemption) alle partecipazioni ricomprese nello stesso compendio, ma si procede a tassazione ordinaria (Agenzia Entrate – principio di diritto 11 maggio 2021, n. 10).

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, nei casi di cessione del compendio aziendale, comprensivo anche di partecipazioni, il corrispettivo percepito per la cessione costituisce un valore riferito all’azienda intesa come unitario complesso di beni da cui origina una plusvalenza che non si può identificare con quella relativa alla cessione delle partecipazioni che ne fanno parte.
Ne consegue che anche l’eventuale plusvalenza relativa alle partecipazioni che si qualificano per l’esenzione ai sensi dell’art. 87 del TUIR non può essere estrapolata, ma concorrerà a determinare la componente straordinaria di reddito riferibile all’intero complesso aziendale e sarà assoggettata a tassazione secondo le ordinarie regole previste dall’art. 86 del TUIR.
Pertanto, qualora oggetto di delocalizzazione all’estero sia un compendio aziendale, anche se costituito prevalentemente da partecipazioni, il regime PEX applicabile alle partecipazioni ricomprese nel suddetto compendio non trova applicazione.