Permessi ex Legge 104/1992: quando non può parlarsi di abuso di diritto

Ai fini della fruizione dei permessi di cui alla L. n. 104/1992, il concetto di “assistenza” va oltre la semplice e materiale attività consistente nell’accudire il soggetto disabile, dovendo ricomprendere ogni attività che l’assistito non può compiere autonomamente, in quanto funzionale all’interesse dello stesso (Cassazione, Ordinanza 20 ottobre 2021, n. 29198)

La Corte di Cassazione. con Ordinanza del 20 ottobre 2021, n. 29198, pronunciata per decidere un caso avente ad oggetto la declaratoria di illegittimità del licenziamento disciplinare intimato ad un lavoratore per l’uso improprio e abusivo dei permessi di cui alla L. n. 104/1992 di cui fruiva al fine di prestare assistenza alla madre, ha ribadito il principio di diritto secondo cui il concetto di assistenza rilevante ai fini della fruizione dei permessi ex art. 33 Legge n. 104/1992, supera la semplice e materiale attività consistente nell’accudire il soggetto disabile, dovendo quel concetto ricomprendere ogni attività che l’assistito non può compiere autonomamente, in quanto funzionale all’interesse del medesimo.
Pertanto, non può parlarsi di uso improprio e abusivo del diritto quando l’attività è finalizzate all’aiuto del disabile, quando il tempo dei permessi è utilizzato in funzione degli interessi del disabile assistito.